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-
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Grazie per il tempo che ci hai dedicato! Reset rimane sempre a tua disposizione

Indirizzi

Reset srl - Italia
RESET s.r.l.

Viale Giulio Cesare, 71 – 00192 Roma P.I./C.F. 13424481003

STABILIMENTO DI PRODUZIONE

Via Maestri del Lavoro, 15/17 – 02100 Rieti Tel. +39 (0)746 1898010 – Fax +39 (0)746 1790199

Quanto costano gli impianti?

Il costo degli impianti SyngaSmart di RESET, in linea con quanto indicato dall'International Renewable Energy Agency (IRENA) per la specifica tecnologia "Gasifier CHP", va dai 5500 ai 6500 EUR per kW installato. In questo costo è compresa un'importante quantità di accessori e dispositivi funzionali all'esercizio dell'impianto, inclusa la struttura containerizzata, che normalmente il mercato offre come accessori ad un costo aggiuntivo.

Quanto costa l'energia elettrica prodotta con questa tecnologia?

Mediamente varia dai 150 EUR/MWh ai 20 EUR/MWh a seconda del contesto specifico; in certi casi, valorizzando il termico ed il biochar, o quando c'è una biomassa da smaltire, può addirittura raggiungere valori negativi: ciò significa che l'energia elettrica diventa un ricavo immediato. Per determinare con esattezza il costo dell'energia elettrica prodotta con SyngaSmart, è necessario conoscere parametri quali: prezzo di acquisto della biomassa (o eventualmente il costo che si sostiene per lo smaltimento), costo e valorizzazione dell'energia termica, impiego e valorizzazione del biochar, ore di utilizzo dell'impianto. È importante tenere a mente che, nella fascia degli impianti di piccola taglia, è assolutamente fuorviante paragonare un cogeneratore a biomassa con altre tecnologie da fonti rinnovabili, in quanto svolgono fondamentalmente funzioni diverse

Dove vengono utilizzati gli impianti?

Ovunque ci sia disponibilità di biomassa e fabbisogno di energia e calore, ed in molti casi basta anche solo una di queste condizioni per giustificare l'investimento. A ciò si aggiungono quei contesti in cui la biomassa disponibile rappresenta un costo di smaltimento, che può esser ridotto o eliminato se non addirittura trasformato in ricavo, con un impianto SyngaSmart.

Chi non deve comprare un impianto a biomassa e chi fa bene a farlo

Un impianto a gassificazione di biomassa non deve esser visto come un'alternativa ad un equivalente fotovoltaico, o ad una caldaia a biomassa. Rispetto a questi, infatti, presenta diversi vantaggi ed offre ricavi più elevati, a fronte di un maggior costo di investimento e di un certo impegno nella conduzione e nella manutenzione. Chi ha possibilità di reperire biomassa di filiera, o chi già dispone di biomassa (in particolare chi sostiene costi per smaltirla) dovrebbe prendere in considerazione l'investimento in questa tecnologia, specialmente se ha la possibilità di valorizzare, tramite autoconsumo o cessione, la componente energetica che l'impianto restituisce.

Come organizzo la manutenzione dell'impianto?

RESET offre gratuitamente la formazione al personale tecnico che si occuperà della gestione dell'impianto presso il cliente, fornendo ovviamente tutto il supporto necessario. Oltre a ciò, RESET propone un contratto di manutenzione "full service - all inclusive" in cui, ad un costo fisso e predeterminato, il cliente può affidare a RESET le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Ci sono incentivi per questo tipo di impianti?

Si, ci sono incentivi di natura fiscale che supportano gli investimenti in questo tipo di tecnologia; a ciò si aggiungono altri incentivi economici, come i Titoli di Efficienza Energetica (Certificati Bianchi), oltre alle modalità di valorizzazione di energia quali Scambio sul Posto, comunità energetiche etc... Contattaci per saperne di più.

Perché gli impianti di gassificazione spesso non funzionano come dovrebbero?

Ci sono due ordini di motivi: l'impianto non è ben progettato e costruito, oppure non è esercito in maniera appropriata, con particolare riguardo all'alimentazione ed alle attività di conduzione e manutenzione. La maggior parte degli insuccessi è legata a una di queste ragioni.

Cos'è il biochar?

È semplicemente carbone di legna, ottenuto tramite un processo termochimico di gassificazione o di pirolisi, che ne definisce le proprietà chimico-fisiche e quindi gli attributi che lo rendono un ottimo ammendante, mezzo filtrante, additivo per compost etc...

Che biomasse si possono utilizzare con questi impianti?

Principalmente biomasse lignocellulosiche, o comunque contenenti una determinata quantità di carbonio, a basso contenuto di ceneri e con un'umidità non superiore al 12-15%, al di sopra della quale è necessario un processo di essiccazione affinché la gassificazione possa realizzarsi correttamente. Il cippato di legno è lo standard di riferimento. Tuttavia ci sono molte altre biomasse utilizzabili, purché riportate ad un grado di umidità compatibile, e se necessario ricomposte sotto forma di bricchetti/cubetti di 3-4 cm di diametro attraverso macchinari standard che possono essere integrati all'impianto SyngaSmart. Tra le biomasse utilizzabili sono inclusi sottoprodotti e residui di lavorazione del legno, potature, ramaglie, residui agroindustriali, rifiuti organici, digestato, fanghi biologici etc.. Ciascuna biomassa, a seconda delle sue caratteristiche chimico-fisiche, richiederà o meno il pretrattamento sopra descritto, ed offrirà prestazioni diverse rispetto allo standard di riferimento. La tecnologia SyngaSmart permette, grazie alla sua flessibilità, di modificare i parametri operativi in base alle caratteristiche della biomassa utilizzata.

Quanta biomassa serve per alimentare l'impianto?

Gli impianti SyngaSmart richiedono poco più di un kg di cippato asciutto per produrre mediamente 1 kW elettrico + 1,5 kW termico + 50 grammi di biochar. Questa regola generale può esser tarata sulla specifica biomassa considerando il potere calorifico della stessa, l'umidità, il contenuto di ceneri. Nel caso di biomasse bricchettate le performance possono addirittura migliorare, data la maggior densità e regolarità del combustibile.

Cos'è la gassificazione?

È la produzione simultanea di energia meccanica, a sua volta trasformabile in energia elettirica, ed energia termica (ad esempio acqua calda)

Cos'è la biomassa?

È la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall'agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l'acquacoltura, gli sfalci e le potature provenienti dal verde pubblico e privato, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.

Perché dovrei acquistare un gassificatore e non una caldaia?

Sono due concetti molto diversi: la caldaia è molto più semplice, brucia un combustibile e libera calore, che può esser convertito in altre forme di energia, ma con un'efficienza di conversione limitata. Inoltre, i tradizionali sistemi di combustione rilasciano attraverso il camino ceneri e polveri sottili. La tecnologia di gassificazione SyngaSmart di RESET non ha lo scopo di bruciare la biomassa, ma di convertirla in un gas di sintesi - BioSyngas - da impiegare come combustibile per un motore (cogenerazione), oppure come alimentazione per una caldaia, trattenendo eventuali polveri all'interno dell'impianto stesso.

Quali sono le emissioni in atmosfera?

Principalmente vapor d'acqua, CO2 ed ossidi di azoto tipici di qualsiasi motore a combustione interna (come quelli delle autovetture non elettriche), seppur con concentrazioni molto basse ed al di sotto dei limiti di legge. In base al "Testo Unico Ambientale", gli impianti SyngaSmart rientrano tra gli "impianti e attività le cui emissioni sono scarsamente rilevanti" (cfr. T.U.A. - Parte quinta - Titolo 1 - art 272 "Impianti ed attività in deroga" e Parte I dell'Allegato IV alla parte quinta - impianti ed attività di cui all'art 272 , comma 1 - 1. Elenco degli impianti e delle attività - lettera bb). Riguardo le emissioni di CO2, è molto importante sottolineare come l'uso di biomasse di filiera locale (ad esempio biomasse derivanti da manutenzione boschiva, i residui agroforestali, i rifiuti organici...) attraverso la tecnologia SyngaSmart non causa un incremento assoluto della CO2 atmosferica, a differenza di quanto accade con l'uso di gas naturale, petrolio o carbone. Infatti, la CO2 proveniente da biomasse già appartiene al ciclo atmosferico, e lì è destinata a tornare quando la biomassa si decompone. Il ciclo della CO2 va ad alimentare la fotosintesi necessaria alla crescita di nuova biomassa e quindi al rilascio di nuovo ossigeno. È importante valorizzare la biomassa residuale prima che raggiunga la discarica, che venga abbandonata o peggio ancora bruciata in campo aperto, in quanto queste circostanze non permettono di recuperare alcuna risorsa utile da esse, a fronte di impatti ambientali peggiori. Tutto ciò è sicuramente discutibile nel caso di grandi impianti di combustione di biomassa da diversi MW di potenza (la classica "centrale a biomassa"), che necessitano di grandi quantità di combustibile normalmente prelevato non solo in prossimità dell'impianto, ma anche da luoghi distanti da quello di utilizzo, con un contributo ulteriore alle emissioni causato dal trasporto della biomassa. Diverso è il caso di impianti piccoli, pensati per una produzione decentralizzata utilizzando biomasse di filiera locale.

Che garanzie ho che l'impianto funzionerà?

L'impianto è progettato per funzionare regolarmente come da specifiche tecniche, e RESET è costantemente impegnata affinché quanto viene proposto venga rispettato, con tutte le garanzie di legge. Tuttavia, la garanzia di corretto funzionamento sta nelle mani di chi utilizza l'impianto, specialmente riguardo la biomassa, la conduzione e le attività di manutenzione ordinaria.