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Info & Faq

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Info & Faq 2017-09-13T07:52:10+00:00

VANTAGGI DELLA COGENERAZIONE

La cogenerazione da biomasse, rispetto ad altre tecnologie di produzione energetica da fonti rinnovabili quali eolico e solare, presenta una serie di vantaggi: è programmabile e non dipende dalla presenza [...]

GASSIFICAZIOVE VS COMBUSTIONE

La gassificazione è un processo di conversione molto più pulito rispetto alla combustione: infatti in essa la materia prima (biomassa) viene convertita termochimicamente in un combustibile, anziché esser direttamente bruciata, [...]

BIOENERGIE E DEFORESTAZIONE

Una delle critiche più frequentemente mosse dall’opinione pubblica, purtroppo spesso male informata, nei confronti delle bioenergie ed in particolare al mondo delle biomasse, è che il loro utilizzo rappresenti una [...]

CORPORATE SOCIAL RESPONSIBILITY

RESET opera quotidianamente con una visione di sviluppo industriale sostenibile, efficienza e rispetto per la comunità: il nostro obiettivo è quello di combinare efficacemente sviluppo tecnologico e performance aziendale per [...]

DECARBONIZATION – 2030 ENERGY STRATEGY

La decarbonizzazione del settore elettrico implica la riduzione della presenza atmosferica di CO2 di natura fossile, ovvero le emissioni per unità di elettricità generata, generalmente misurata in grammi di CO2 [...]

CHI UTILIZZA GLI IMPIANTI SYNGASMART®?

Gli impianti SYNGASMART® non sono pensati per un uso domestico, date le loro dimensioni e la loro operatività, nonché le potenze che sono in grado di erogare. Possiamo identificare pertanto [...]

COME ORGANIZZO LA MANUTENZIONE DELL’IMPIANTO?

RESET offre attraverso il proprio team di tecnici specializzati tutti i servizi necessari al corretto esercizio dell’impianto: il programma di manutenzione full service – all inclusive ReCare permette di conoscere [...]

INCENTIVI FER GSE – FEED IN TARIFFS

Gli impianti di cogenerazione prodotti da RESET possono esser qualificati ai fini dell’incentivazione FER GSE: attraverso questo meccanismo l’energia prodotta ed immessa in rete viene ritirata dal Gestore dei Servizi [...]

AUTOCONSUMO O CESSIONE IN RETE?

Gli impianti SYNGASMART® nascono in un contesto, quello italiano, in cui sono presenti politiche che incentivano e remunerano la cessione in rete di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Molti [...]

COME FINANZIARE L’IMPIANTO

RESET è in grado di offrire ai clienti anche tutta la progettualità finanziaria ed economica indispensabile a supportare l’investimento, incluso il business plan. Gli impianti SYNGASMART® sono già stati già [...]

COS’È IL BIOCHAR?

Il biochar è carbone vegetale ottenuto dalla conversione termochimica della biomassa in presenza di una percentuale sotto-stechiometrica di un agente ossidante, ovvero di un ridotto apporto di ossigeno, ad una [...]

COSA SONO LE BIOMASSE?

La Direttiva Europea 2009/28/CE all'art. 2 comma e) definisce la «biomassa» come la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla [...]

COS’È LA GASSIFICAZIONE?

La gassificazione è un processo di degradazione termochimica (ossidazione parziale) ad elevata temperatura attraverso il quale, in carenza di ossigeno, è possibile trasformare un combustibile solido in un gas di [...]

COS’È LA COGENERAZIONE?

La cogenerazione, spesso indicata con l’acronimo CHP (Combined Heat and Power) rappresenta la produzione combinata di energia meccanica (trasformabile in energia elettrica) ed energia termica, a partire da una singola [...]

La cogenerazione, spesso indicata con l’acronimo CHP (Combined Heat and Power) rappresenta la produzione combinata di energia meccanica (trasformabile in energia elettrica) ed energia termica, a partire da una singola fonte primaria, attuata in un unico sistema integrato, con l’obiettivo di massimizzare lo sfruttamento di energia primaria. La produzione combinata può incrementare l’efficienza di utilizzo del combustibile (fossile o rinnovabile) fino ad oltre l’80%; a ciò corrispondono minori costi di generazione e minori emissioni di inquinanti e di gas ad effetto serra (specialmente CO2), rispetto alla tradizionale produzione separata di elettricità e di calore.

Tradizionalmente la cogenerazione si è sviluppata in grandi impianti (>1MW) asserviti a industrie e grandi comunità: per questo motivo si parla di “piccola cogenerazione” laddove la potenza elettrica prodotta non supera il megawatt di potenza, mentre al di sotto dei 50 kW viene definita “microcogenerazione”. La maggior parte degli impianti di cogenerazione ad oggi istallati sono alimentati da combustibili fossili quali gas naturale, olio combustibile o carbone, per i quali esistono tecnologie di sfruttamento ormai consolidate da decenni. Negli ultimi anni tuttavia si è assistito ad una sempre maggior diffusione di impianti di cogenerazione alimentati da combustibili organici non fossili, quali biomasse, biogas e gas di sintesi, grazie al notevole sviluppo tecnologico verificatosi in questo campo ed ad una serie di politiche energetiche che supportano, anche attraverso schemi di incentivazione economica e finanziaria, gli investimenti in questa direzione. L’obiettivo di queste politiche è principalmente quello di contrastare fenomeni di mutamento climatico e contenere l’emissione di GHG, con particolare riguardo alla CO2 di natura fossile, ovvero quella immessa in atmosfera utilizzando combustibili non rinnovabili. Un ulteriore passo in avanti in questo senso è rappresentato dalla diffusione di politiche comunitarie e globali che tendono a favorire e promuovere la diffusione di piccoli impianti di cogenerazione a discapito delle grandi centrali, onde facilitare la transizione verso la cosiddetta ‘generazione distribuita’ e ‘autoproduzione’ con cui è possibile ridurre notevolmente i costi di distribuzione dell’energia.

La cogenerazione può a sua volta diventare TRIGENERAZIONE: attraverso una macchina frigorifera ad assorbimento infatti è possibile trasformare l’energia termica prodotta dall’impianto in energia frigorifera, utile al condizionamento ed al raffrescamento degli ambienti ed all’alimentazione di celle frigorifere. In questo modo è possibile ottenere 3 forme di energia (elettrica, termica e frigorifera) da una singola fonte primaria.

Un ulteriore sfruttamento di un impianto di cogenerazione consiste nell’utilizzo della CO2 prodotta dall’impianto che può essere utilizzata in una varietà di contesti: ad esempio nel food & beverage, nei birrifici, nei cementifici. Una delle applicazioni più interessanti della CO2 è il suo utilizzo nelle serre ortofrutticole e florovivaistiche, attraverso la cosiddetta ‘concimazione carbonica’: l’aumento della concentrazione di CO2 infatti migliora la fotosintesi e di conseguenza la produttività della serra.

La gassificazione è un processo di degradazione termochimica (ossidazione parziale) ad elevata temperatura attraverso il quale, in carenza di ossigeno, è possibile trasformare un combustibile solido in un gas di sintesi (syngas) dotato di un determinato contenuto energetico, utilizzando un agente ossidante quale aria, ossigeno o vapore. Il syngas prodotto utilizzando aria come agente ossidante è costituito da una miscela di idrogeno, metano, monossido di carbonio ad altri gas inerti quali anidride carbonica e azoto: questo gas, non avendo subito alcuna combustione, mantiene le proprietà energetiche del combustibile solido da cui ha avuto origine.

L’obiettivo di un sistema di gassificazione è quello di controllare e gestire quell’insieme di eventi termochimici che normalmente sono quasi simultanei nel processo di combustione: essiccazione, pirolisi, combustione, cracking e riduzione. Questi processi sono naturalmente presenti nella fiamma che osserviamo in un camino, o in un fiammifero, anche se non è possibile per l’occhio umano distinguerli. Attraverso la gassificazione è possibile isolare questi processi e interromperli prima della fiamma, affinché la combustione possa avvenire in un secondo momento.

Il processo di gassificazione fu originariamente sviluppato nell’Ottocento per produrre gas di città per l’illuminazione pubblica e per cucinare. Il gas naturale e l’elettricità rimpiazzarono successivamente il gas di città per queste applicazioni, ma il processo di gassificazione è stato utilizzato ampiamente, anche per la produzione di prodotti chimici sintetici e di combustibili, fin dagli anni venti del Novecento. I generatori a gas di legna furono utilizzati per fornire energia ai veicoli a motore in Europa durante lo scarseggiare dei combustibili nel periodo della seconda guerra mondiale: infatti, con 3 kg di legna di faggio era possibile ottenere l’equivalente di 1 litro di benzina.

Con lo sviluppo dell’industria petrolifera e la diffusione del metano e delle reti di distribuzione dello stesso, i sistemi di gassificazione hanno perduto importanza, pur rimanendo una tecnologia diffusa specialmente sugli impianti alimentati a carbone o rifiuti, di grande taglia, grazie all’efficienza di conversione energetica che possono assicurare.

La Direttiva Europea 2009/28/CE  all’art. 2 comma e) definisce la «biomassa» come la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l’acquacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.

In particolare, le biomasse lignocellulosiche quali legna, potature, sfalci, gusci, noccioli, lolla etc… rappresentano una delle forme più sofisticate ed intelligenti di accumulo dell’energia solare: attraverso la fotosintesi clorofilliana l’energia solare viene immagazzinata sotto forma di energia chimica all’interno delle piante, che utilizzano la radiazione solare per trasformare anidride carbonica atmosferica, nutrienti del terreno ed acqua in ossigeno e carboidrati.

Le biomasse sono ampiamente disponibili nell’ambiente, ed il loro utilizzo non solo è auspicabile ma anche necessario, laddove la mancata manutenzione del patrimonio boschivo e forestale, ad esempio, è spesso causa di incendi, instabilità e dissesti idrogeologici, nonché di una gestione non ottimale delle risorse stesse. A ciò si aggiunge la grande abbondanza di sottoprodotti del settore agricolo (es. potature, sansa, gusci…) che molto spesso non vengono valorizzati o addirittura considerati rifiuti da smaltire: tutte quelle biomasse normalmente ritenute ‘povere’ possono invece acquisire valore attraverso il loro utilizzo a fini energetici.

Secondo quanto pubblicato a AEBIOM European Biomass Association, i vantaggi della biomassa sono:

  • ampia disponibilità in Europa e nel mondo;
  • una scorta sicura di energia, immagazzinabile e disponibile su richiesta;
  • più economica dei combustibili fossili;
  • fonte di occupazione stabile, specialmente nelle aree rurali;
  • ciclo chiuso del carbonio;
  • a beneficio delle foreste e dello sviluppo agroforestale.

Gli impianti SYNGASMART® sono progettati e costruiti per ottenere energia dalla gassificazione delle biomasse legnose: di conseguenza, la biomassa ideale è rappresentata dal cippato di legna (larice, abete, salice, frassino, pino, nocciolo, pioppo, betulla, quercia, faggio…). Il cippato ideale ha dimensioni che vanno dai 3 a i 5 cm di lunghezza (classi G30/G50), pertanto è opportuno che sia vagliato al fine di rimuovere sia i pezzi troppo grandi, che possono bloccare le rotovalvole, le coclee che movimentano la biomassa ed ostruire il reattore stesso, sia la frazione minuta che, a causa delle sue dimensioni, brucerebbe senza generare il syngas, causando così anche un’alterazione non ottimale delle temperature all’interno del reattore. Un combustibile uniforme e caratterizzato da un’umidità non superiore al 30% assicura una maggiore continuità di esercizio ed una riduzione degli oneri di manutenzione.

Negli impianti SYNGASMART® è possibile utilizzare anche il sottovaglio del cippato, così come altre biomasse di forma e dimensioni non adeguate, trasformandole in bricchetti di dimensioni simili a quelle del cippato: in questo modo è possibile recuperare una grande quantità di materiale normalmente non utilizzabile (ad esempio le potature) assemblando, attraverso una specifica macchina bricchettatrice installata all’interno dell’impianto SYNGASMART®, le frazioni di biomassa in bricchetti omogenei nella forma e nel grado di umidità, che possono così essere gassificati.

Il biochar è carbone vegetale ottenuto dalla conversione termochimica della biomassa in presenza di una percentuale sotto-stechiometrica di un agente ossidante, ovvero di un ridotto apporto di ossigeno, ad una temperatura inferiore ai 700°C. A differenza del carbone, l’utilizzo principale del biochar è relativo al suo impiego come ammendante del suolo, con lo scopo di migliorarne le caratteristiche fisiche, chimiche, biologiche e meccaniche, contribuendo inoltre a ridurre le emissioni che, diversamente, si trasformerebbero in GHG. Il biochar può esser ottenuto da diversi tipi di biomasse, inclusi gli scarti agricoli, il letame ed ovviamente il legno: infatti anche dal cippato è possibile ottenere un biochar utilizzabile in agricoltura come ammendante, così come specificato nel Decreto Mipaaf del 22 giugno 2015 .

Diversi studi internazionali hanno dimostrato che l’utilizzo del biochar comporta significativi benefici agronomici (come l’aumento della produttività nei terreni ammendati con biochar, o la riduzione dell’acidità del suolo): la sua applicazione contribuisce infatti a migliorare la fertilità del suolo ed aumentarne la ritenzione idrica e di nutrienti essenziali per le piante, in particolare calcio, potassio e fosforo. Sono tre i principali meccanismi attraverso cui il biochar favorisce la produzione vegetale:

1) modificando direttamente la chimica del suolo attraverso la sua composizione in elementi;

2) fornendo una superficie chimicamente attiva, capace di modificare la dinamica dei nutrienti nel suolo e di catalizzare reazioni utili;

3) modificando le caratteristiche fisiche del suolo, con benefici per la crescita radicale e favorendo l’assorbimento e la ritenzione di nutrienti e acqua che risultano più disponibili per le piante.

In effetti, è proprio grazie alla sua struttura porosa ed all’elevata area superficiale che il biochar influenza le proprietà fisiche del suolo, ad esempio favorendo la ritenzione idrica e aumentandone l’area superficiale.

Un altro effetto positivo consiste nell’aumento del pH dei suoli per via della presenza di sostanze basiche nel biochar. Questo è particolarmente utile nei suoli acidi in cui l’aumento di pH determina un incremento della solubilità di elementi importanti per le piante, quali fosforo, calcio e potassio. Inoltre, dopo l’immissione nel terreno, la superficie del biochar subisce ossidazione con formazione di gruppi funzionali fenolici e carbossilici che conferiscono alla superficie cariche negative pH dipendenti. Questo determina un miglioramento delle caratteristiche chimiche del suolo, quali incremento della capacità di scambio cationico (CSC) ed aumento della ritenzione di acqua, nutrienti e prodotti agrochimici a disposizione delle piante e delle coltivazioni. La CSC è infatti indicativa della capacità del suolo di trattenere cationi in una forma disponibile per le piante e di minimizzarne le perdite per dilavamento.

L’uso del biochar come ammendante porta quindi ad una diminuzione della lisciviazione di elementi nutritivi importanti con conseguente aumento della fertilità del suolo e, allo stesso tempo, riduzione dell’inquinamento delle falde acquifere. Tutto questo consente inoltre un minore utilizzo di fertilizzanti chimici con importanti ricadute sia per gli agricoltori, soggetti a minori spese, sia per l’ambiente. Infatti, un minore consumo di energia e risorse porta anche ad un minore impatto ambientale. Grazie alle sue elevate capacità assorbenti, il biochar può contribuire alla riduzione dell’inquinamento diffuso proveniente da agricoltura attraverso la sua distribuzione in terreni da cui derivano elementi inquinanti; la sua capacità assorbente può inoltre esser utilizzata per eliminare la contaminazione nel processo di trattamento delle acque. Diversi studi dimostrano infatti la sua efficacia nella rimozione di nitrati, fosfati, metalli pesanti, pesticidi e composti organici sia dai suoli che da soluzioni acquose.

RESET ha iniziato le prime installazioni da 50 e 100 kWe durante il 2016; il track record per gli impianti a biomassa è pertanto relativamente indicativo. Inoltre la continua attività di ricerca e sviluppo fa sì che tutte le migliorie e le implementazioni vengano riportate anche sugli impianti già costruiti, al fine di allinearli agli standard qualitativi che RESET vuole raggiungere.

La storia degli impianti a biomasse, specialmente di piccola taglia, è purtroppo costellata da numerosi insuccessi, conseguenza di un approccio approssimativo a questa tecnologia, nonché di una carenza nei servizi post vendita di assistenza e manutenzione. A differenza di quanto fatto da numerose aziende che hanno proposto sul mercato impianti fondamentalmente frutto di assemblaggio di diverse componenti, anziché di un processo integrato e coerente, RESET ha sin dall’inizio scelto di progettare, costruire ed assemblare in casa tutte le componenti funzionali al processo di generazione attraverso gassificazione delle biomasse, eccetto quelle relative alla generazione (motori ed alternatori) ed alla componentistica elettronica, che vengono selezionate tra i migliori standard di mercato, sia per qualità che per reperibilità delle parti di ricambio. L’obiettivo di questa scelta è quello di poter assicurare il corretto dialogo tra le varie componenti ed il controllo sull’intero processo.

Tutti i produttori di impianti costruiscono macchinari progettati per funzionare secondo determinate modalità operative. È importante tener presente che, specialmente per gli impianti di cogenerazione basati sulla gassificazione, il track record e la continuità di esercizio sono strettamente legati alla conduzione dello stesso, a seconda delle esigenze dell’utente e dell’approvvigionamento ed alla qualità della biomassa, nonché al regolare svolgimento delle attività di manutenzione, necessarie in qualsiasi tipo di impianto di produzione. Pertanto un impianto, seppur funzionante, può non esser in esercizio nel momento in cui non c’è richiesta di termico, o disponibilità di combustibile, o laddove non siano state svolte le ordinarie attività di O&M. RESET si impegna nel garantire l’operatività dell’impianto sin dall’installazione, al fine di ridurre al minimo i fermo macchina e assicurare la massima redditività. Anche per questo motivo gli impianti SYNGASMART® sono progettati splittando la produzione energetica su 2 linee separate ed indipendenti, sia nella generazione del gas che nel generatore di energia, affinché ci sia continuità di esercizio anche laddove una delle due linee è in fermo manutenzione.

RESET è in grado di offrire ai clienti anche tutta la progettualità finanziaria ed economica indispensabile a supportare l’investimento, incluso il business plan. Gli impianti SYNGASMART® sono già stati già finanziati da primari istituti bancari, i quali ne hanno accreditato la validità.

RESET offre consulenza progettuale per trasformare l’acquisto di un impianto in un’opportunità di business a 360 gradi, valorizzando determinati aspetti legati a questo tipo di investimenti che vanno al di là del semplice acquisto di un impianto.

Gli impianti SYNGASMART® nascono in un contesto, quello italiano, in cui sono presenti politiche che incentivano e remunerano la cessione in rete di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Molti dei nostri clienti scelgono di vendere l’energia elettrica prodotta dall’impianto ed utilizzare quella termica per le proprie necessità; tuttavia si può anche scegliere di utilizzare in autoconsumo anche l’energia elettrica, riducendo o abbattendo totalmente la spesa per l’acquisto della stessa dalla rete.

La scelta di autoconsumare l’energia prodotta, o rivenderla, dipende da numerosi fattori e dallo specifico contesto di installazione, nonché dal prezzo a cui è possibile rivendere alla rete l’energia elettrica, paragonato al quello di acquisto. RESET è in grado di formulare business plan specifici che tengono conto di questi ed altri fattori, onde valutare l’opzione più conveniente e calcolare con precisione il break even point.

Gli impianti di cogenerazione prodotti da RESET possono esser qualificati ai fini dell’incentivazione FER GSE: attraverso questo meccanismo l’energia prodotta ed immessa in rete viene ritirata dal Gestore dei Servizi Energetici e remunerata con un prezzo fisso per 20 anni. Ad esempio, l’energia elettrica prodotta ed immessa in rete attraverso un impianto SYNGASMART® alimentato da cippato di legna beneficia di un incentivo pari ad € 246 / MW con l’attuale DM 2016.

RESET offre attraverso il proprio team di tecnici specializzati tutti i servizi necessari al corretto esercizio dell’impianto: il programma di manutenzione full service – all inclusive ReCare permette di conoscere preventivamente le operazioni necessarie per gestire ed operare al meglio l’impianto di cogenerazione, pianificandone i costi ad un prezzo prestabilito.

Tuttavia il cliente può decidere anche di organizzare autonomamente la manutenzione dell’impianto, approvvigionando da RESET solo le parti di ricambio soggette ad usura: le altre componenti dell’impianto, essendo standard di mercato, sono facilmente reperibili sul mercato.

RESET offre ai propri clienti la possibilità di effettuare un breve training relativo all’esercizio e manutenzione dell’impianto, attraverso corsi di formazione sia in azienda che long distance.

L’esercizio dell’impianto non richiede risorse dedicate 24h; tuttavia per coloro che desiderano organizzare e svolgere autonomamente le attività di manutenzione, è importante individuare una o due risorse da formare, a cui affidare la supervisione dell’impianto e lo svolgimento di normali operazioni quali, ad esempio, il carico della biomassa, la pulizia dei filtri, lo spegnimento dell’impianto etc…

Gli impianti SYNGASMART® non sono pensati per un uso domestico, date le loro dimensioni e la loro operatività, nonché le potenze che sono in grado di erogare. Possiamo identificare pertanto 4 macro aree di potenziali applicazioni degli impianti SYNGASMART®:

  1. TELERISCALDAMENTO e COMUNITÀ OFF-GRID: possibilità di offrire energia termica da fonti rinnovabili a centri residenziali, comunità, villaggi, ospedali, case di riposo, scuole, centri sportivi pubblici e privati, piscine comunali, palestre, centri commerciali e così via. Oltre all’energia termica, è possibile in questi contesti distribuire in isola l’energia elettrica a case ed aziende, attraverso una piccola rete di distribuzione, riducendo o eliminando così l’onere di dover acquistare energia dalla rete (off-grid communities); un altro contesto di riferimento per gli impianti SYNGASMART® è rappresentato da tutte quelle comunità localizzate in zone geografiche scarsamente servite dalla rete di distribuzione dell’energia, o dove la rete è instabile o totalmente assente, che spesso si trovano in prossimità di luoghi dove è facile approvvigionare la biomassa necessaria ad alimentare l’impianto;
  2. INDUSTRIA: qualsiasi tipologia di attività industriale prevede l’utilizzo di energia elettrica per illuminazione di uffici ed alimentazione di macchinari e strumenti; molto spesso c’è anche un fabbisogno termico, sia esso di riscaldamento acqua sanitaria che di raffrescamento ambienti, da soddisfare. Alcuni esempi di utenti industriali che possono trarre importanti benefici dall’utilizzo di un impianto SYNGASMART®, sia in termini economico/finanziari che di efficientamento energetico, sono le industrie della lavorazione del legname (dove addirittura si può pensare ad un ciclo chiuso riutilizzando gli scarti di lavorazione per alimentare l’impianto), le lavanderie (dove è notevole il fabbisogno di acqua calda e di energia), le industrie agroalimentari, i birrifici, le cantine, i cementifici e così via. Questo tipo di utenti sono anche generalmente in grado di operare autonomamente l’impianto attraverso il proprio personale, senza ulteriori costi di gestione;
  3. AGRICOLTURA: le aziende agricole necessitano di energia termica per i propri processi produttivi, e spesso si trovano in prossimità di zone boschive e forestali per cui l’approvvigionamento della biomassa è semplice ed economico. Ci sono molti casi in cui è la stessa azienda agricola a disporre di biomassa di proprietà, utilizzabile nell’impianto di cogenerazione, pertanto il vantaggio nel disporre di un impianto SYNGASMART® risulta essere notevole. I caseifici, i produttori di frumento e grano, gli oleifici, le aziende vitivinicole, quelle boschive ed i pellettifici ne sono un esempio. Un ulteriore esempio di applicazione ideale di un impianto di cogenerazione è rappresentato da serre e vivai, dove è praticamente possibile utilizzare direttamente tutta la produzione dell’impianto, dall’energia termica ed elettrica, al biochar destinato alla fertilizzazione delle colture, alla CO2 utilizzabile per la concimazione carbonica;
  4. PRODUTTORI DI ENERGIA ED ESCo: un impianto di cogenerazione da gassificazione di biomasse, oltre ad essere un valido strumento di efficientamento energetico, rappresenta anche un’importante opportunità di business per coloro che dispongono di biomassa e desiderano valorizzarla per produrre energia da fonti rinnovabili, da rivendere sul mercato. Tra i nostri clienti e prospect rientrano infatti anche una serie di realtà legate alla gestione e manutenzione del verde pubblico e del patrimonio boschivo e forestale, che desiderano valorizzare questa materia prima. Pertanto un ulteriore target è rappresentato da quei soggetti che desiderano investire nelle biomasse, installando impianti presso utenti con fabbisogno termico a cui vendere l’energia termica, e divenendo produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili, da rivendere al GSE.

RESET ha iniziato nel 2017 un percorso di internazionalizzazione finalizzato a promuovere i propri prodotti e la tecnologia SYNGASMART® in paesi con alto potenziale di sviluppo e caratterizzati da contesti, normative, politiche e necessità molto diverse tra di loro. Il percorso ha avuto inizio in Brasile, dove RESET ha partecipato in veste di espositore ad “Enersolar + Brasil 2017”, un’importante manifestazione fieristica tenutasi a San Paolo nel mese di Maggio. Gli impianti e le loro potenzialità applicative hanno suscitato grande interesse da parte di soggetti con notevole fabbisogno energetico e con grandi disponibilità di biomasse, specialmente alcune biomasse di scarto molto abbondanti quali lolla di riso e residuo della lavorazione della canna da zucchero (bagaço). Entro la fine del 2017 verrà costituita, insieme ad alcuni partner locali, RESET Brasil Ltda, con sede nello stato di Santa Catarina: l’obiettivo è quello di soddisfare le necessità di una notevole quantità di aziende desiderose di migliorare il proprio business attraverso un’ottimizzazione della spesa energetica.

Sempre nel 2017, RESET ha sviluppato una partnership negli USA e partecipato come espositore alla fiera AWFS di Las Vegas, dove ha riscontrato un forte interesse da parte delle aziende operanti nel settore della lavorazione del legno verso una tecnologia in grado di utilizzare e valorizzare gli scarti di produzione, trasformandoli quindi da costo (trasporto e smaltimento) ad opportunità.

Altri appuntamenti importanti del 2017 sono stati la partecipazione ad Ener Event Marocco e Expo Astana in Kazakhstan.

Lo sviluppo dell’attività di internazionalizzazione, nonché quello di nuove implementazioni tecnologiche sempre legate al mondo della gassificazione, lascia spazio alla partecipazione di investitori all’equity di RESET, che ha già un partner / investitore al suo interno, e che è interessata a conoscere soggetti con i quali sviluppare nuove prospettive di crescita.

La decarbonizzazione del settore elettrico implica la riduzione della presenza atmosferica di CO2 di natura fossile, ovvero le emissioni per unità di elettricità generata, generalmente misurata in grammi di CO2 per kWh); è necessario raggiungere gli obiettivi internazionali di riduzione di Greenhouse Gases (gas ad effetto serra), che per l’Unione Europea sono fissati in un abbattimento pari all’80% entro il 2050 rispetto a livelli registrati nel 1990.

Una graduale decarbonizzazione del settore dell’energia può esser raggiunto aumentando la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e attraverso sistemi di cattura e conservazione del carbonio (Carbon Capture and Storage).

Il quadro per il clima e l’energia 2030 dell’Unione Europea fissa tre obiettivi principali da conseguire entro l’anno indicato:

  1. una riduzione almeno del 40% delle emissioni di gas a effetto serra (rispetto ai livelli del 1990);
  2. una quota almeno del 27% di energia rinnovabile;
  3. un miglioramento almeno del 27% dell’efficienza energetica

Il quadro è stato adottato dai leader dell’UE nell’ottobre 2014 e si basa sul pacchetto per il clima e l’energia 2020.

Inoltre, è coerente con la prospettiva a lungo termine delineata nella tabella di marcia per passare a un’economia competitiva a basse emissioni di carbonio entro il 2050, nella tabella di marcia per l’energia 2050 e con il Libro bianco sui trasporti.

Il quadro prevede l’obiettivo vincolante di ridurre entro il 2030 le emissioni nel territorio dell’UE di almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990. Ciò consentirà all’UE di:

  • adottare misure efficaci sul piano dei costi che siano funzionali al conseguimento dell’obiettivo a lungo termine di ridurre le emissioni dell’80-95% entro il 2050, nel contesto delle necessarie riduzioni da parte del gruppo dei paesi industrializzati;
  • fornire un contributo equo e ambizioso al nuovo accordo internazionale sul clima, che entrerà in vigore nel 2020.

Per raggiungere l’obiettivo di una riduzione almeno del 40%:

  • i settori interessati dal sistema di scambio di quote di emissione (ETS) dell’UE dovranno ridurre le emissioni del 43% (rispetto al 2005); a questo scopo l’ETS dovrà essere riformato e rafforzato;
  • i settori non interessati dall’ETS dovranno ridurre le emissioni del 30% (rispetto al 2005) e ciò dovrà essere tradotto in singoli obiettivi vincolanti nazionali per gli Stati membri.

Il quadro fissa l’obiettivo vincolante a livello dell’UE di portare la quota di consumo energetico soddisfatto da fonti rinnovabili almeno al 27% entro il 2030.

Un approccio comune durante il periodo fino al 2030 aiuta a garantire la certezza normativa agli investitori e a coordinare gli sforzi dei paesi dell’UE. Il quadro contribuisce a progredire verso la realizzazione di un’economia a basse emissioni di carbonio e a costruire un sistema che:

  • assicuri energia a prezzi accessibili a tutti i consumatori
  • renda più sicuro l’approvvigionamento energetico dell’UE
  • riduca la dipendenza europea dalle importazioni di energia
  • crei nuove opportunità di crescita e posti di lavoro

Inoltre, apporta anche benefici sul piano dell’ambiente e della salute, riducendo l’inquinamento atmosferico.

Utilizzare le biomasse per produrre energia attraverso un impianto SYNGASMART® ha un importante e positivo impatto ambientale in termini di riduzione della quantità di CO2 atmosferica e di contrasto all’innalzamento della temperatura globale.

È noto che, nel corso dell’ultimo secolo, l’attività umana basata sullo sfruttamento delle fonti fossili ha comportato l’immissione in atmosfera di enormi quantità di anidride carbonica che, stando a quanto riportato nel World Meteorological Organization Greenhouse Gas Bullettin, nel 2015 ha superato le 400 ppm: per comprendere meglio, basti pensare che prima della Rivoluzione Industriale, tale valore si attestava a 280 ppm. Secondo Il Global Carbon Project ancora oggi l’uomo contribuisce ad immettere nell’atmosfera circa 10 miliardi di tonnellate di anidride carbonica all’anno: una delle conseguenze è che oggi la Terra è di 1°C più calda di un secolo fa.

In questo senso le biomasse svolgono un ruolo fondamentale nel sottrarre la CO2 (inclusa quella di origine fossile) dall’atmosfera, assorbendola attraverso la fotosintesi clorofilliana e trasformandola in carboidrati; gli impianti SYNGASMART®, utilizzando le biomasse, rilasciano in atmosfera solo una piccola parte dell’anidride carbonica assorbita dalle stesse durante il proprio ciclo di vita, fissandone la maggior parte nel biochar. Il risultato finale è il sequestro di CO2 fossile precedentemente presente in atmosfera.

RESET opera quotidianamente con una visione di sviluppo industriale sostenibile, efficienza e rispetto per la comunità: il nostro obiettivo è quello di combinare efficacemente sviluppo tecnologico e performance aziendale per soddisfare i bisogni della società e del mercato, nel rispetto dell’ambiente. La nostra attenzione sulle persone è massima, e l’organizzazione aziendale è orizzontale, con un continuo scambio e supporto tra il management ed il reparto tecnico: ogni giorno assicuriamo un ambiente di lavoro confortevole e sicuro, promuovendo lo sviluppo professionale ed umano di ogni risorsa, nel rispetto delle diversità. Consapevoli che il successo dell’azienda non dipende solo dalla propria offerta tecnologica, il nostro focus è incentrato sull’attrarre talenti, mantenendo un alto livello di motivazione e senza alcuna discriminazione di genere, religione o età: nel nostro team ci sono persone provenienti da diverse nazioni, con un’età che va dai 25 ai 60 anni.

La nostra sede operativa si trova a Rieti, nel cuore d’Italia, circondata da montagne, campagne e laghi.

Come avvenuto in altre piccole comunità, la recente crisi finanziaria ed economica ha avuto un forte impatto sulle attività imprenditoriali, specialmente quelle di medie e piccole dimensioni; ciononostante, RESET ha deciso di sviluppare qui il proprio business, e contribuire ad invertire questo trend negativo, introducendo sul mercato la sua tecnologia ed impiegando prevalentemente risorse del territorio: tecnici con esperienza, apprendisti, fornitori e stakeholders.

Siamo orgogliosi di essere un’azienda italiana che offre un prodotto 100% MADE IN ITALY, seppur con una visione internazionale del proprio business: nel prossimo futuro desideriamo aumentare il numero di risorse impiegate e generare nuove opportunità occupazionali, dirette ed indirette.

RESET è una start up clean tech che ha investito molto negli ultimi anni per sviluppare la propria offerta tecnologica SYNGASMART®: una soluzione innovativa per la generazione programmabile di energia pulita da risorse naturali e rinnovabili, in grado di sottrarre CO2 dall’atmosfera. La tecnologia di RESET, oltre ad offrire un’opportunità di business con SYNGASMART®:

  • contribuisce a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili ed a mitigare i gas ad effetto serra;
  • permette di utilizzare risorse abbondanti, ampiamente disponibili, rinnovabili ed a basso costo, ma spesso sottovalutate;
  • da valore alla biomassa, sicuramente il più efficiente, naturale e sostenibile sistema di accumulo di energia.

Una delle critiche più frequentemente mosse dall’opinione pubblica, purtroppo spesso male informata, nei confronti delle bioenergie ed in particolare al mondo delle biomasse, è che il loro utilizzo rappresenti una minaccia nei confronti del patrimonio forestale di cui la Terra dispone, esponendo l’umanità ai rischi connessi alla deforestazione. In realtà, il vero pericolo è rappresentato più dalla mancata cura e manutenzione del patrimonio boschivo che non dal suo corretto utilizzo e sfruttamento; i numerosi incendi che si verificano in estate in molte regioni italiane e nel mondo ne sono la prova.

Stando a quanto riportato da National Geographic Italia  in Italia le foreste coprono un terzo del territorio, e continuano ad avanzare: il bosco ha preso il posto di pascoli e coltivazioni e sta diventando sempre più impenetrabile ed indifendibile in caso di incendi. La superficie boschiva nel nostro Paese ha raggiunto i 10,9 milioni di ettari, conquistando in 30 anni oltre 3 milioni di ettari.

Dall’annuario dell’agricoltura italiana 2014 pubblicato dal Crea (Consiglio per la ricerca in Agricoltura) emergono dati rilevanti:

  • cresce la superficie forestale nazionale nell’ultimo decennio (+5,8% rispetto al 2005);
  • le foreste italiane rappresentano il 5% della superficie forestale europea e il 34% della superficie totale nazionale;
  • nonostante l’aumento della superficie forestale, l’utilizzo annuale delle biomasse rimane largamente al di sotto della media europea (30% contro il 60%);
  • crescono nel 2014 le importazioni di legname grezzo ad uso strutturale ma in particolare ad uso energetico.

Nel 2014 la superficie boschiva italiana risultava pari a 10.987.805 ettari, con un incremento del 5,8% rispetto al 2005. Di tale incremento solo 1.700 ha/anno sono dovuti a imboschimento, il resto è il risultato dell’espansione naturale del bosco conseguente al progressivo abbandono delle attività agro-silvo-pastorali. Le foreste italiane restano al sesto posto nella classifica dei paesi europei (escludendo la Russia) con la maggiore estensione forestale e ricoprono il 5% della superficie forestale totale europea e il 34% della superficie totale nazionale.

L’incremento complessivo di massa legnosa prodotta dai boschi italiani è stimato in poco meno di 30 milioni di metri cubi all’anno: ciononostante l’utilizzo annuale della biomassa prodotta dai boschi italiani, per fini energetici o industriali, è stimata in misura non superiore al 30% (pari a circa 7,7 milioni di metri cubi) contro una media europea che utilizza, invece, circa il 60% di quanto ogni anno i boschi riescono a crescere. In altre parole ogni anno si utilizza (cioè si taglia) solo il 30% della nuova superficie boschiva: significa che ogni anno, per 100 nuovi alberi che nascono, se ne tagliano 30, mentre in Europa si preleva, in media, il 60% della nuova biomassa (l’Austria supera il 90%).

L’Italia, come molti altri paesi europei e non, ha nei suoi boschi un enorme potenziale inutilizzato, ed anche se il prelievo di legna raddoppiasse rispetto a oggi, le nostre foreste continuerebbero ad aumentare di anno in anno. Questo potenziale non si limita al valore della materia prima legno, ma anche alle numerose opportunità occupazionali che automaticamente si creerebbero, con riferimento alle operazioni di manutenzione del patrimonio boschivo per produrre combustibile rinnovabile da destinare alle filiere energetiche. In questo modo si ridurrebbe anche il rischio di incendi ed altri potenziali danni.

La gassificazione è un processo di conversione molto più pulito rispetto alla combustione: infatti in essa la materia prima (biomassa) viene convertita termochimicamente in un combustibile, anziché esser direttamente bruciata, impedendo così la formazione di determinati sottoprodotti inquinanti, tipici dei processi di incenerimento.

Esaminando le reazioni chimiche che caratterizzano entrambi i processi è possibile comprendere meglio queste differenze.

La combustione prevede l’ossidazione totale di carbonio, idrogeno ed altri elementi, producendo energia termica ed una maggior concentrazione di gas inquinanti quali ossido di zolfo (SOx) ed ossido di azoto (NOx) rispetto alla gassificazione nella quale, essendo la presenza di ossigeno ridotta, la combustione è limitata alla sola funzione di sviluppare le temperature necessarie ad innescare le reazioni chimiche funzionali alla generazione del syngas.

Se è vero che la combustione accetta una maggior varietà e grado di umidità di biomasse, è vero anche che comporta un importante lavoro di filtraggio e pulizia di grandi volumi di gas di scarico, nonché di smaltimento di ceneri e rifiuti della combustione. Negli impianti SYNGASMART® invece la pulizia del syngas è effettuata con la stessa biomassa utilizzata per generarlo, che viene a sua volta reimmessa nel ciclo produttivo (NO EMISSION – NO WASTE): in questo modo non rimangono rifiuti da smaltire alla fine del ciclo.

In termini di efficienza, la generazione effettuata attraverso la gassificazione è maggiore di quella ottenuta con la combustione: in quest’ultimo caso l’energia contenuta nella biomassa viene prima convertita in energia termica, e successivamente parte di essa in energia elettrica, con una determinata dispersione. Negli impianti SYNGASMART® invece la generazione elettrica e termica è praticamente simultanea, e le dispersioni sono quasi totalmente recuperate ed utilizzate.

Inoltre, nella combustione si genera direttamente anidride carbonica, che non è un gas combustibile: i legami chimici presenti in una molecola di CO2 sono energia che non può essere recuperata. Con la gassificazione invece è possibile generare monossido di carbonio (CO) dall’anidride carbonica, recuperando così un gas combustibile e quindi aumentando il contenuto di energia disponibile nel syngas. Questo è solo un esempio di come è possibile ottenere una maggior quantità di energia, a parità di quantità di biomassa utilizzata nei due processi.

Risulta quindi evidente come la gassificazione è un processo più efficiente e pulito rispetto alla combustione, e quindi preferibile dal punto di vista dell’efficienza e delle emissioni.

La cogenerazione da biomasse, rispetto ad altre tecnologie di produzione energetica da fonti rinnovabili quali eolico e solare, presenta una serie di vantaggi:

  1. è programmabile e non dipende dalla presenza di luce solare o vento, ma solo dall’approvvigionamento e stoccaggio della biomassa; conseguentemente la produzione attraverso impianti di cogenerazione può esser gestita secondo uno specifico fabbisogno energetico, e non causa sovraccarichi sulla rete di distribuzione;
  2. a parità di potenza prodotta, lo spazio necessario all’installazione di un impianto SYNGASMART® è molto inferiore a quella necessaria per un impianto fotovoltaico, o eolico, e non è richiesto un sito dedicato alla costruzione in quanto gli impianti prodotti da RESET sono pensati sia per installazioni indoor che outdoor, senza necessità di opere edili o permessi particolari;
  3. In ultimo, la cogenerazione permette la produzione combinata di più forme di energia a partire da un’unica sorgente: pertanto ha un’efficienza ed un potenziale intrinsecamente superiore rispetto ad altri metodi di generazione.