Principalmente biomasse lignocellulosiche, a basso contenuto di ceneri e con un’umidità non superiore al 20%, al di sopra del quale è necessario valutare un modulo di essiccazione aggiuntivo. Il cippato di legno è lo standard di riferimento, ma è possibile utilizzare anche residui di lavorazione, potatura e frazione minuta attraverso bricchettatura, sottoprodotti agroindustriali. L’impianto è in grado di trattare anche biomasse di scarto quali rifiuti organici, digestato e fanghi: in questo caso le performance, nonché la necessità di componenti aggiuntivi, dipendono strettamente dal tipo di biomassa che si intende utilizzare.

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BIOMASSE: QUALI UTILIZZARE
Valorizzare i fanghi di depurazione con la gassificazione