Gli impianti a biomassa SyngaSmart permettono di utilizzare una serie di sottoprodotti e scarti di origine organica per produrre energia elettrica e termica. Ci sono diversi contesti in cui comunità ed aziende possono ottenere vantaggi dall’installazione ed esercizio di questi impianti, in particolare laddove ci sia una biomassa disponibile localmente o come sottoprodotto, oppure in presenza di importanti consumi di energia. Inoltre, gli impianti si rivelano utili per le comunità off grid (ovvero non collegate alle reti di distribuzione dell’energia) e le comunità energetiche, i comuni e le aziende municipalizzate, che possono così valorizzare le risorse naturali disponibili sul territorio, fornendo servizi necessari alla collettività e creando posti di lavoro.
In generale, possiamo distinguere i contesti applicativi tra operatori che hanno disponibilità di biomassa, utenti energivori, o una combinazione dei due gruppi.

PRODUTTORI DI BIOMASSE

Filiera del legno
Gli operatori della filiera del legno vanno dalla silvicoltura e gestione del bosco, alla trasformazione e produzione di semilavorati, ai mobilifici, ai produttori di parquet, di imballaggi in legno, pallet etc. Questi soggetti, grazie agli impianti SyngaSmart, possono valorizzare adeguatamente i sottoprodotti derivanti dalle lavorazioni principali e produrre energia elettrica e termica per soddisfare i propri fabbisogni, oppure per la vendita in rete.

Filiera agroalimentare
Gli operatori dell’agroalimentare generalmente hanno importanti consumi di energia termica ed elettrica: si pensi ai processi di essiccazione, di stagionatura, ma anche di raffrescamento, cottura… Inoltre, producono una certa quantità di sottoprodotti di scarto, nonché di fanghi residuali delle lavorazioni, che rappresentano spesso un importante costo di smaltimento, e che possono con un impianto SyngaSmart ridurre il volume dei propri scarti, generando energia a servizio dell’impianto di produzione.

Rifiuti
Gli operatori del ciclo dei rifiuti organici hanno l’onere di gestire e trattare grandi quantità di scarti che spesso, dopo una prima lavorazione, vengono avviati in discarica o ad incenerimento. In molti casi ciò vale anche per gli impianti di compostaggio che non trovano uno sbocco sul mercato. Molti di questi scarti possono invece esser impiegati in un processo efficiente di valorizzazione energetica, con l’ulteriore beneficio della riduzione volumetrica sul posto: ciò vuol dire non solo ridurre o eliminare i costi di trasporto ed eventuale conferimento, ma anche tutte le emissioni di CO2 associate.

Comuni e municipalizzate
Più o meno in tutti i comuni, grandi e piccoli, c’è una determinata produzione costante di biomasse organiche di scarto: parliamo dell’umido, delle ramaglie e potature, degli scarti legnosi risultanti dalla manutenzione del verde pubblico e boschivo. Allo stesso tempo questi soggetti necessitano di energia per utenze pubbliche e strutture ricettive, e possono utilizzare gli impianti SyngaSmart per valorizzare le biomasse prodotte ogni anno per, ad esempio, alimentare una rete di teleriscaldamento asservita a strutture pubbliche, centri residenziali, centri sportivi, case di riposo…

Inoltre, i comuni con meno di 20.000 residenti possono beneficiare dello Scambio sul Posto Altrove, ovvero possono produrre energia elettrica ed immetterla in rete, per poi prelevarla in un altro punto di connessione all’interno del comune, per alimentare ad esempio l’illuminazione pubblica, delle colonnine di ricarica per veicoli elettrici etc.

UTENTI ENERGIVORI

Gli operatori del settore dell’accoglienza e dell’ospitalità tipicamente hanno importanti consumi energetici, sia di calore che di energia elettrica, a servizio delle proprie strutture: hotel, SPA, agriturismo, ospedali e case di riposo, strutture di accoglienza, centri sportivi, piscine, scuole ed altre tipologie di edilizia pubblica. A questi soggetti, l’impianto SyngaSmart può fornire l’energia di cui necessitano, offrendo un importante strumento di marketing e promozione, ovvero quello dell’approvvigionamento da fonti rinnovabili, che attribuisce un evidente valore al brand e quindi al servizio offerto ai clienti.

Anche la GDO, i mercati ortofrutticoli ed i centri agroalimentari sono utenti che consumano molta energia, e dispongono normalmente di biomasse di scarto (pallet, scarti ortofrutticoli…) che vengono smaltiti come rifiuti, e che invece possono esser utilizzati internamente in un processo di economia circolare.

Un altro esempio di applicazione è quello relativo all’edilizia abitativa, con riferimento all’obbligo di installazione di fonti rinnovabili per gli edifici di nuova costruzione o sottoposti a ristrutturazione rilevante (D.L. 28/2011). Questa legge prevede infatti che gli impianti di produzione di energia termica devono essere progettati e realizzati in modo da garantire il contemporaneo rispetto della copertura, tramite il ricorso ad energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili, del 50% dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria. Inoltre, questi obblighi non possono essere assolti tramite impianti da fonti rinnovabili che producano esclusivamente energia elettrica la quale alimenti, a sua volta, dispositivi o impianti per la produzione di acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento. L’impianto SyngaSmart può offrire, in questo caso, sia la quota di energia elettrica che termica, in particolare laddove non vi siano sufficienti superfici per l’installazione del tipico kilowatt fotovoltaico per appartamento.

AGRICOLTURA, SERRE E VIVAI

Le aziende agricole, sia per la tipologia di attività svolta che per la loro ubicazione, spesso prossima a zone boschive, si trovano spesso nella condizione di disporre di biomassa di scarto, o comunque di filiera, a costi molto contenuti. In molti casi addirittura essa rappresenta un costo di smaltimento, in quanto non si dispone della tecnologia necessaria alla loro valorizzazione. Gli impianti SyngaSmart permettono in questi casi di trasformare un costo in un ricavo, attraverso la valorizzazione della stessa biomassa di scarto in energia. Inoltre, le stesse aziende agricole beneficiano della produzione di biochar che possono riutilizzare direttamente nella loro attività produttiva. I caseifici, i produttori di frumento e grano, gli oleifici, le aziende vitivinicole e quelle boschive ne sono un esempio.

Un ulteriore esempio di applicazione ideale degli impianti di cogenerazione è rappresentato da serre e vivai, dove si può usare tutta la produzione dell’impianto, dall’energia elettrica a quella termica, fino al biochar destinato alla fertilizzazione delle colture, ma anche alla CO2 utilizzabile per la concimazione carbonica.